Motivi della menzogna

Motivi della menzogna: cosa ci spinge a mentire ?

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Chiunque mente (la media è ogni 10 minuti di conversazione), ma ognuno di noi utilizza una specifica e personale modalità , ciò significa che, tendenzialmente ognuno di noi quando mente, tenderà ad utilizzare sempre la stessa modalità di comunicazione.

Diversi sono i fattori che influenzano la tipologia di modalità:
– le caratteristiche personali
– le caratteristiche di chi si cerca di ingannare
– il contesto
– lo scopo della menzogna

Affinché si possa raggiungere il nostro obiettivo, quindi mentire ed influenzare il prossimo, le tecniche migliori sono la dissimulazione e la simulazione (o falsificazione).

La dissimulazione è l’omissione di una parte del discorso che viene nascosta, praticamente una mezza verità. In realtà non è una vera menzogna, ma all’atto pratico si tralascia una parte per esaltarne un’altra portando così ad una globale esposizione (e comprensione per il nostro interlocutore) ingannevole.

Esempi di dissimulazione : a metà, omissione, fuorviamento.

  • Nella prima si tralasciano dei dettagli (come intuibile dal termine);
  • nella seconda si nasconde un fatto a chi ha diritto di saperlo (un classico esempio lo troviamo nelle omissioni coniugali);
  • mentre nell’ultima tipologia si distrae l’attenzione di chi ascolta, deviando il discorso su altro o inventandosi una scusa che chiuda la comunicazione.

La simulazione o falsificazione non porta omissioni, ma vere e proprie alterazione della realtà/verità.
Non è facile, poiché implica una certa coerenza comunicativa (non si può cambiare la versione dei fatti con altre persone o con la stessa in tempi diversi) e perché no, un certo impegno di fantasia.

Motivi menzogna
Esempi di simulazione: quella di finzione e quella di contraffazione.

  • Quella di finzione fa, appunto, finta di provare, pensare o compiere qualcosa; è una finta empatia.
  • La contraffazione, fa credere che 2 o più persone o cose, siano uguali o simili.

Vi siete mai chiesti perché si mente?

Quali sono i motivi che ci spingono a mentire verso una persona?

  • Verso se stessi:  quando ce la raccontiamo
  • A fin di bene: per esempio per evitare dispiaceri o salvaguardare qualcuno
  • Salvare l’Autostima: mentiamo a noi stessi per evitare di metterci in discussione
  • Evitare esiti negativi: per “schivare” eventuali punizioni o condanne
  • Inganno: esclusivamente per un nostro tornaconto

Facciamo un esempio di emozioni che intendiamo mascherare:

  1. paura di essere scoperti
  2. senso di colpa
  3. soddisfazione per aver beffato qualcuno.

Analizziamole nello specifico.

Di solito la paura di essere scoperti è direttamente proporzionale alla gravità del fatto e di conseguenza, è difficile mentire se non si è fatta pratica in precedenza; se si è in grado di mentire, si è più sicuri in se stessi e di conseguenza il livello di paura diminuisce.
Questo non è un invito a mentire sempre e comunque, anzi, meglio essere sinceri nelle situazioni.
La sicurezza però passa anche dalla menzogna, è un dato di fatto.

Anche nel senso di colpa esistono livelli d’intensità differenti; nel livello più alto la verità corrisponde nella confessione, ma se vogliamo scoprire la verità (senza confessioni ovviamente), bisogna cercare nel volto la vergogna e per far ciò deve esserci un pubblico o comunque una o più persone (la vergogna è più facilmente presente in pubblico).

Si valutano molteplici indizi: la mimica facciale è importante, ma non determinante poiché l’accusato si impegnerà al massimo delle sue forze per boicottare le sue espressioni. I fattori più decisivi, saranno guidati dalla temperatura corporea; nonostante in entrambi i casi (di innocenza o colpevolezza) ci sia un battito cardiaco accelerato, nell’individuo arrabbiato dalla situazione accusatoria rileveremo una temperatura calda, mentre l’accusato che ha paura (quindi in menzogna oppure in omissione di qualche fatto), si evidenzierà una temperatura fredda.

Analizziamo le sei emozioni che si rilevano sul volto …

Tratto da: Studio Castello-Borgia